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Mtv Anime Night: 20 anni fa la rivoluzione anime di Mtv

Mtv Anime Night: 20 anni fa la rivoluzione anime di Mtv

La nascita di Mtv Anime Night

C’è stato un tempo in cui l’unico modo per poter seguire gli anime giapponesi era sintonizzarsi sui canali generalisti (e qualche tv privata). Molti adolescenti dell’epoca ignoravano che in realtà queste opere giunta dal Sol Levante erano completamente stravolte a causa di un lavoro certosino fatto di taglio e cucito per poter meglio adattare questi prodotti al pubblico nostrano. I Cavalieri dello zodiaco, Piccoli problemi di cuore, Sailor Moon, Rossana, sono solo alcuni degli anime che hanno subito censure drastiche. In uno scenario fatto di riadattamenti, censure e palinsesti ballerini, un bel giorno di quasi 20 anni fa (esattamente il 21 Ottobre del 1999) Mtv attuò una vera e propria rivoluzione attraverso l’MTV Anime Night.

Spot Mtv Anime Week

La rivoluzione di Mtv Anime Night

Caratterizzata da un target fortemente giovanile, MTV decise di ampliare la sua offerta inserendo all’interno della propria programmazione uno spazio dedicato all’animazione giapponese. Quelle andate in onda su Mtv erano quasi tutte prime visioni ed indirizzate ad un target più adulto rispetto alle programmazioni Mediaset, e questo contribuì almeno in parte, a restituire dignità a prodotti considerati da sempre appannaggio di un pubblico esclusivamente infantile.

Per poco più di un decennio, dal 1999 al 2010, MTV Anime Night ha ospitato al suo interno quelle che sono considerate vere e proprie pietre miliari dell’animazione giapponese, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di fans, più di nicchia che contribuì in maniera notevole al diffondersi della cultura otaku in Italia.

Programmazione anni 90 Mtv Anime Night: gli anime di maggior successo

anime anni 90 Cowboy Bepop

Il primo anime trasmesso da Mtv Anime Night fu Cowboy Bepop. Considerato da molti critici come uno dei migliori anime di tutti i tempi grazie ad una forte caratterizzazione dei personaggi e all’analisi di temi quali l’esistenzialismo, la solitudine e l’influenza del passato.

Un anime ritenuto controverso addirittura in patria dove fu trasmesso solo parzialmente, a differenza di MTV Italia che, ad un anno di distanza, lo trasmise integralmente e senza censure. Da qualche tempo è stata confermata anche un’adattamento live-action prodotto dal colosso dello streaming Netflix

Spike Spiegel sparo

Neon Genesis Evangelion: oltre il genere mecha

Anime anni 90 - Neon Genesis Evangelion

A primo impatto potrebbe sembrare uno dei tanti anime basati sui robot, tema tanto caro ad un certa animazione giapponese figlia degli anni 70. UFO Robot Goldrake, Astrorobot, Daltanoius, Il Grande Mazinga, sono solo un piccola parte di quegli anime anni 70 che hanno contribuito in maniera decisiva al fenomeno globale degli anime giapponesi.
Neon Genesis Evangelion è decisamente altro, molto altro.

immagine tratta dal film End of Evangelion

L’opera di Hideaki Anno, è un anime che ha segnato un’epoca, rivoluzionando di fatto l’animazione giapponese recuperando il genere mecha dandogli nuova vita. Gli innumerevoli rimandi alla filosofia, alle religioni cristiane, ebraiche e cabalistiche, i riferimenti mistico-esoterici e la fortissima caratterizzazione e introspezione dei personaggi, rendono quest’anime unico nel suo genere.

evangelion albero della vita

Ranma 1/2: l’ennesimo successo della regina dei manga, Rumiko Takahashi

Anime anni 90 - Ranma personaggi

Sebbene trasmesso da MTV a partire dal 2003, Ranma 1/2 era già nei cuori dei ragazzini di quell’epoca grazie ad alcune televisioni locali, tra cui TMC, che mandò in onda l’anime nel 1997 con il titolo Ranma, e Europa 7 che trasmise la versione censurata dal 1999 al 2003.

trasformazione Ranma acqua fredda


Ranma 1/2 si colloca in un genere a metà tra shojo (genere di manga ed anime indirizzati ad un pubblico femminile) e shonen (indirizzati invece ad un pubblico maschile). Una delle opere più rappresentative di colei che è soprannominata la regina dei manga, Rumiko Takahashi, autrice tra l’altro di altrettante serie anime di grande successo come Lamù, una delle serie di maggior successo degli anni 80 e Inuyasha che apre invece gli anni 2000.

fan art Rumiko Takahashi


Il protagonista è Ranma Saotome, durante un allenamento in Cina, lui e suo padre cadono nelle Sorgenti Maledette di Jusenkyo. Da quel momento ogni volta che Ranma si bagna con l’acqua fredda diventa una ragazza, il padre invece si trasforma in un panda.
Ranma è un’opera che parla di trasformazione, di metamorfosi, di quel necessario e delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta, ma non solo. L’essenza stessa della serie risiede nel titolo, Ranma infatti significa “confusione” e ½ sta invece ad indicare la particolare caratteristica del protagonista, il suo essere metà uomo e metà donna. Essendo una serie che ben si presta a gag umoristiche, non poteva non trattare anche temi quali la sessualità, l’attrazione, l’identità sessuale e sentimentale. Tutti temi delicati in quanto rappresentano un passaggio fondamentale della vita di ogni adolescente ma raccontato con il giusto mix di comicità e leggerezza.

gif sigla Ranma

Gli anime sportivi tornano alla ribalta grazie a Slam Dunk

anime anni 90 slam dunk immagine

Quando si parla di anime o manga sportivi, spesso, il primo nome che salta in mente è quello di Holly e Benji, ma negli anni 90 un altro anime seppe conquistarsi una grandissima fetta di pubblico non solo in patria, dove ha contribuito a rendere popolare il gioco del basket, ma anche in tutto il mondo. Il protagonista della storia è Hanamichi Sakuragi, un teppista che, per conquistare il cuore di una ragazza, Haruko Akagi, decide di entrare nel club di basket del liceo. L’iniziale disinteresse si trasforma mano mano in una grande e forte passione che porterà Sakuragi ad allenarsi seriamente per diventare un vero campione.

Slam Dunk - Sakuragi fa canestro

Yu Yu Hakusho: lo shonen per eccellenza degli anni 90

anime anni 90 yu yu hakusho wallpaper

Conosciuto in Italia come Yu degli Spettri, questo anime è il classico shonen ma che al contempo rifugge dagli stereotipi del genere grazie alla grande caratterizzazione psicologica dei personaggi e ad un linguaggio di non facilissima fruizione.
Il protagonista è un giovane teppista, Yusuke Urameshi, che perde prematuramente la vita a causa di un incidente per salvare un bambino in procinto di essere investito. Dopo essere morto si ritrova ad affrontare delle prove per il Mondo degli Spiriti che una volta superate gli permettono di ritornare in vita. Nuovamente nel mondo dei vivi, Yusuke si risveglia cambiato, questa volta infatti è in grado di vedere gli spiriti e i demoni e di utilizzare l’energia astrale per combattere.

Yusuke sfera di energia

Perchè la nascita di Mtv Anime Night è considerata così importante?

Come anticipato in apertura, una delle novità più importanti introdotte da MTV Anime Night è stata quella di dare dignità ad un medium di grande importanza come quello dell’animazione giapponese, quegli anime ospitati su quella che all’epoca era considerata la vera tv per ragazzi, sembravano gridare a voce alta “non siamo solo un prodotto per bambini”. In realtà, ci aveva già pensato la tv generalista a considerare queste opere come poco consone per dei ragazzini, motivo per il quale non esiste serie animata che non sia passata sotto il bisturi degli addetti ai lavori, molte volte stravolgendo completamente il significato dell’opera originale, e già solo questo basterebbe a sfatare questo stereotipo radicato ormai tempo. Se sono dei meri prodotti per ragazzini, e quindi di per sé innocui, perché censurarli?

Black Lagoon: L’inizio della fine di MTV Anime Night

Non è tutto oro quel che luccica, e sebbene MTV abbia avuto un ruolo di primo piano nell’aver portato in Italia un’animazione di grande qualità e dato la possibilità di vedere in chiaro serie che fino a quel momento potevano essere seguite in versione integrale solo in VHS, anche l’MTV Anime Night cadde nel tranello della censura, l’inizio della fine si ebbe con Black Lagoon.

black lagoon copertina manga

Black Lagoon è un’anime che racconta le avventure della Lagoon Company, un gruppo di mercenari che agiscono nel mare dell’Indonesia ai limiti la legalità. E’ un anime volutamente intriso di violenza e volgarità con il chiaro intento di mostrare in maniera cruda le molteplici sfaccettature del mondo e dell’essere umano. Questa serie animata infatti presenta un linguaggio spinto (in un episodio vi è addirittura una bestemmia) ed è contraddistinto da forti scene di violenza, a volte ai limiti dello splatter. Sicuramente non un anime adatto ad un orario preserale.

Black Lagoon, Revy seduta scomposta in auto


Molti otaku italiani, felici per la messa in onda di Black Lagoon su Mtv, iniziarono a confrontare la serie con la versione originale scoprendo con grande disappunto forti differenze sia nell’adattamento che nei dialogi. Il dubbio fu legittimo, “solo Black Lagoon ha ricevuto un simile trattamento?”

gif black lagoon

La macchina del dubbio aveva già acceso i motori e si scoprì che, seppure in maniera molto limitata, anche MTV aveva operato qualche taglio qua e là. Ovviamente non fu il problema delle censure, che comunque non erano minimamente paragonabili alle censure a cui siamo stati abituati sulle tv generaliste, ma questa presa di coscienza coincise con l’inizio della fine di un appuntamento durato poco più di 10 anni. Siamo infatti sul finire degli anni 10 del nuovo secolo, periodo che coincide con una crisi generale dei canali in chiaro grazie alla diffusione massiccia del digitale terrestre che vide il fiorire di nuovi canali tematici dedicati esclusivamente (o quasi) all’animazione giapponese.

L’animazione giapponese dopo Mtv Anime Night

Oggi grazie a canali appositi (Rai4 ad esempio) e a servizi di streaming quali Netflix, Prime Video e VVVVID, i fans dell’animazione giapponese possono fare incetta di anime come mai prima d’ora. Ad Mtv va dato il giusto merito, quello di aver creduto in un progetto molto ambizioso che ha contribuito in maniera decisiva a rafforzare l’amore che l’Italia nutre verso questo genere di produzioni made in Japan, un amore iniziato negli anni 70 quando le tv private furono invase dai primi robottini e che diedero il via ad un “invasione” di creature e personaggi che da 50 anni riempiono le giornate di migliaia di ragazzi di tutte le età.

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